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II Comune di San Maurizio d'Opaglio comprende attualmente le seguenti località, in antico frazioni autonome (dal 1981 inglobate nel territorio comunale) che ebbero uno sviluppo economico ed architettonico soprattutto in età barocca, esemplificato in modo consistente dagli edifici religiosi.


Alpiolo

Si presenta come una stupenda balconata che conserva tuttora alcune delle più vecchie case del sei-settecento, sorte su precedenti fondamenta ancora medioevali.
La villa Porta, costituita da due corpi di fabbrica che si incrociano perpendicolarmente alle estremità, formando un angolo retto. Spicca, nei punto in cui si incontrano i due corpi di fabbrica, una torretta con un'altana balaustrata.
Questa villa fu ristrutturata durante l'ottocento su una preesistente costruzione, l'aspetto attuale è lineare, essenziale, con il prospetto dominante verso la chiesetta. Le dimensioni piuttosto elevate di villa Porta, la compattezza dell'insieme, le soluzioni compositive di una certa gradevolezza ivi adottate, la localizzazione ne fanno un elemento architettonico emergente. Inoltre si ricordano casa Moia e Casone.
In una mite atmosfera di pace, sorge la chiesetta barocca di San Carlo, con un antistante portichetto del 1674. Nella primavera del 1991, durante lavori di inventario nella chiesa, vennero effettuate importanti scoperte che permisero di chiarirne le origini.
La prima è il rinvenimento di un'epigrafe, riferibile alla costruzione della sacrestia. Su di essa si legge:
"ANN (O) DOM (ÌNI) 1680/MAURICIO GALERA/ DEL FU GIOSEPE DE/ BATISTONE DI ALPIO(LO)/ POSE LA PRIMA PIE(TRA)/ DELLA SAGRESTIA".
Ancora più importante è il ritrovamento di una ventina tra ricevute, lettere e altri documenti dei secoli XVII e XVIII, ora conservati presso l'archivio dell'Isola.
Essi coprono un arco cronologico di 151 anni, dal o ottobre 1643 al 30 settembre 1794 e hanno permesso di spostare indietro nel tempo la data della costruzione della chiesa, che si riteneva costruita nel 1659.
Infatti già nel 1643 gli alpiolesi chiedono e ottengono dal vescovo di poter far celebrare la messa nell'oratorio da loro fatto costruire.


Bacchiore

II nome della località pare derivi da una famiglia Bacchiare di Lagna, la cui grande cascina, sita a poca distanza dalla chiesa di San Maurizio, formava nel secolo XVII un nuovo nucleo insediativo che ha lasciato traccia di sé nella toponomastica. Nella frazione si trova l'oratorio della Beata Vergine Immacolata.


Baritto

Le cascine di questa località costituivano, nel XVII secolo, l'ultima propaggine di Opagliolo e, in tale prospettiva è forse possibile riconoscere nei ruderi di una casaforte tuttora ben visibile, il "fortalicium" di Opaglio che secondo l'Azario venne distrutto per rappresaglia nel 1311, nel corso delle lotte fra le avverse fazioni novaresi dei Guelfi e dei Ghibellini.
La struttura fortificata sorge in un punto elevato, da cui domina la strada per Lagna (e per il suo importante approdo) che corre ai piedi di una breve ma ripida scarpata.


Briallo

Ha i caratteri di un insediamento montano, sostenuto da un'economia prevalentemente silvopastorale. L'abitato è infatti sito nel retroterra lacustre, a quasi cinquecento metri di altitudine e ai margini della catena montuosa che, scendendo direttamente dal massiccio del Monte Rosa, separa il bacino del Cusio dalla Valsesia.
Dal villaggio si dipartiva il sentiero che conduceva agli alpeggi e ai boschi di castagni della comunità di San Maurizio, detti "del Campello", proseguendo poi alla volta della Valsesia. L'abitato di Briallo si presenta ancora oggi molto compatto e con numerose testimonianze architettoniche relative al suo passato. Sulla piazza si affaccia l'oratorio dedicato a Sant'Antonio da Padova e a Sant'Antonio abate.


Lagna

L'abitato di Lagna è il primo a comparire nella documentazione più antica, in collegamento diretto con la pieve isolana. Nell'anno 800, infatti, sarebbe stato rogato in Lagna un atto notarile mediante il quale una Richelda "ex genere Langobardorum", avrebbe donato certi beni alla chiesa di San Giulio dell'Isola d'Orto.
Sebbene su questa appartenenza esistano non pochi dubbi, un secondo documento (e questa volta di sicura attestazione), il 10 giugno 1001 risulta redatto in "loco Alagna, iusta lacum Sancti lulii". Il villaggio medievale di Lagna sorgendo presso le rive del lago, nel passato ha manifestato una certa vocazione allo sfruttamento ed allo sviluppo delle attività economiche tipicamente lacustri, quali la pesca, l'itticoltura e i trasporti nautici.
Riguardo l'allevamento dei pesci, pur non essendo notizie specifiche, risulta che già nell'estimo redatto nel 1537 dal notaio Olina viene segnalata l'esistenza di una grande peschiera comunale, alimentata da una roggia ricavata dal torrente Lagna e situata nel lembo di terra che separa l'abitato dal lago. Gli statuti trecenteschi della Riviera d'Orto informano dell'importanza attribuita ai trasporti delle merci via lago e, dunque, all'approdo di Lagna che si inseriva a pieno titolo nel mondo dei commerci lacustri. Il territorio di Lagna comprendeva anche aree destinate al pascolo e soprattutto alla coltivazione della vite, come rivelano alcuni documenti della seconda metà del XIII secolo.
I documenti duecenteschi informano poi circa l'esistenza nel territorio di Lagna di una roggia, ovvero di un canale artificiale derivato dal torrente Lagna e deputato all'impianto di mulini ad acqua: la medesima che nel XVI alimenterà la peschiera.
La caratteristica frazione di Lagna può essere considerata un valore urbano strutturante per il territorio; si adagia lungo una strada poco frequentata ed è costituita da poche entità abitative con edifici di un certo pregio architettonico che presentano soluzioni compositive semplici, utilizzando qualche elemento aulico come colonne in granito, fasce in rilievo, ecc.
Un'antica stradina lastricata molto suggestiva diretta al lago, passa davanti ad un vecchio mulino che, presumibilmente, è di origine medievale, con successe ristrutturazioni effettuate in periodi posteriori.
Compaiono infatti colonne in pietra che costituiscono un porticato, elemento architettonico costoso e perciò prodotto di un'epoca caratterizzata da una certa floridezza economica.
Si può accedere all'abitato o attraverso un ponticello pedonale che affianca un "guado" per gli automezzi, o dalla strada che dirama dalla comunale San Maurizio-Pella.
All'ingresso del paese si trova l'oratorio di San Rocco, con campanile a ventola e pala dedicata a San Rocco.
Notevoli sono casa Allegri con porticato, casa Cattaneo datata al 1689 e con portico del 1748, e casa Bellosta, di impianto tardo settecentesco. Luogo di romantico incanto è la punta di Lagna, presso la quale si trova l'approdo.


Niverate

Un viottolo ombreggiato sbuca a Niverate, con le sue case porticate attorno alla cappella dedicata a San Domenico Savio, che fanno pensare ad una originaria abitazione monastica.
La frazione è ormai inglobata nel tessuto urbano, ed ha subito trasformazioni tese ad adattare le antiche abitazioni a nuovi insediamenti moderni e confortevoli.


Opagliolo

In un sito ameno, tra varie essenze tra cui spiccano gli alberi di castagno, Opagliolo offre al visitatore l'oratorio della Madonna dei Sette dolori del 1756, con accanto la casa del cappellano datata 1787.
Attrae l'attenzione villa Bettoja una fra le maggiori famiglie di San Maurizio, che costituisce un valore urbano per l'imponenza e la compattezza compositiva, tipica delle residenze del XVIII e del XIX secolo, nonché per la gentilezza di alcuni elementi costitutivi.
Originariamente villa Bettoja era più imponente di come appare ora, si articolava in costruzioni, alcune con loggiati, divise da cortili e giardini. Il portale d'ingresso si apriva su un fondale avente come quinte prospettiche filari di alberi, mentre lo sfondo era costituito da un'edicola. Ora la villa è formata da una struttura semplice, sviluppata sui tre piani, all'apice della quale si trova una torretta con orologio, terminante con un'altana. L'intero edificio risente di una certa simmetria, realizzata dai due portali laterali e sottolineata dai balconi in ferro battuto: ampio quello centrale e ridotti quelli laterali.
Nel centro, con caratteristiche secentesche, si trova la casa recentemente denominata "Sussio".


Pascolo

Corre lungo la striscia sabbiosa a fior di lago, un luogo quieto e ricco di vegetazione intercalato da ville, tra cui la neoclassica villa Castelnovo del 1880, considerata la più nobile fra quelle di San Maurizio.
La villa è ubicata in un ambiente di notevole valore paesaggistico e la costruzione presenta soluzioni architettoniche interessanti con la facciata arricchita da fasce in rilievo, lesene, quattro semicolonne di ordine ionico e una scalinata in pietra, che le conferiscono imponenza compositiva, accentuando la monumentalità del prospetto principale rivolto verso il lago e della villa nel suo complesso.
Case, orti, darsene si snocciolano lungo il percorso fino a giungere a "ca' Venanzi", trattoria in riva al lago che da tempo immemorabile è punto di ritrovo per merende all'aperto e pranzi in riva al lago.
Proseguendo lungo il sentiero, una breve salita selciata, porta alla chiesa e alla fontana di San Giulio.


Pianelli

Storicamente era centro di sosta nelle processioni funerarie del medioevo che scendevano dalla Valsesia portando sulle spalle la cassa del morto nella "brenta".
C'era qui l'osteria, negli ultimi tempi "casa Tomasi", che rifocillava la dolente comitiva. Ripreso il viaggio, imboccavano la mulattiera, denominata la strada dei morti, che scendeva a Lagna e, oltrepassato il "ponte romano" sul Pollino, raggiungevano il cimitero di San Filiberto.
Ora la località risulta fortemente urbanizzata con la presenza di importanti industrie rubinettiere.


Raveglia

Al di là della strada maestra, su un rialzo che offre una vista panoramica del paese, è la frazione di Raveglia con le sue case che rivelano il caratteristico soggiorno degli scalpellini.
Sebbene l'ammodernamento urbano abbia trasformato l'ambiente originario, rimangono ancora tracce dell'architettura locale, che non si contrappone al paesaggio con volumi piatti e bassi ma, al contrario, essa è caratterizzata da superfici murarie intervallate da aperture quali finestre, balconi, ma soprattutto porticati e loggiati.


Sazza

Si affaccia sulla estrema insenatura del lago d'Orla ai confini di Gozzano.
Nonostante il nuovo volto che l'evoluzione industriale ha dato al paese e a tutte le frazioni, l'attento osservatore riscopre le tipiche case antiche tra cui la settecentesca casa padronale Lera-Filippini che ospitò Eugenio Pacelli divenuto papa Pio XII; la settecentesca villa Vandoni, assai significativa, si compone di un corpo di fabbrica anch'esso compatto, che presenta tre piani con aperture sormontate da stucchi con volute ed elementi floreali, con a fianco la ristrutturata "casa del cappellano".
La chiesetta, oratorio dedicato alla Madonna delle Grazie, richiama l'attenzione per la sua facciata arricchita da fastigio, per l'abside semicircolare e per la volta a cupola ottagonale ellittica.
All'altare è posta una pala rappresentante la Madonna col Bambino, inserita in una splendida cornice lignea barocca intagliata con foglie, putti e angeli.


Bibliografia

Museo del Rubinetto e della sua Tecnologia, pannello X, 1995 AA.VV., San Maurizio d'Opaglio: dall'erica all'ottone, San Maurizio d'Opaglio, 1997 Inserto de "II Momento", settembre 1997


Tratto da:
Percorsi, Storia e documenti artistici del novarese
Il territorio dei "Castelli Cusiani"
Pella, Pogno, San Maurizio d'Opaglio
volume 24





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