Salta al contenuto
Rss




Oratorio di San Giulio alla Fontana (Sec. XVI)

immagine ingrandita Oratorio di San Giulio alla Fontana (apre in nuova finestra) L'oratorio di San Giulio, situato tra Opagliolo e la punta di Casario, è immerso nel verde dei boschi in una stretta valletto che conduce al lago. Il luogo in cui sorge suscita, in chi lo visita, un sentimento misto di timore e di fascinazione, fa scaturire quel senso di mistero tipico degli spazi sacri.
Qui per secoli migliaio di pellegrini vennero a far visita alla chiesa dedicata a San Giulio il quale, come narra la leggenda, prima di intraprendere l'attraversamento del lago sul proprio mantello, si fermò proprio in questa valletto per pregare Dio "nella risoluzione ch'avea presa di piantare su lo scoglio la centesima chiesa, e vi fu dalla divina grazia instruito del modo portentoso di portarvisi dentro. Per questa memoria non solamente vi si mostra nel sasso dond'ella sorge certa scavatura, la quale credesi esservi sfata impressa al contatto di due dita del santo, ma eziandio v'è stato dagl'antichi drizzato sopra un oratorio, che perciò da' popoli è molto frequentato, massime per le virtù prodigiose di questa fonte" alle cui acque si andavano a bagnare gli ammalati che, come ricorda il Cotta nella sua "Corografia della Riviera di San Giulio", recuperavano la "bramata salute".
Le acque che zampillavano dalla fontana miracolosa avevano anche il potere di suscitare le piogge nei periodi di siccità se venivano sparse con fede sui campi, nonché di liberare i campi dalle locuste e da altri insetti dannosi.
immagine ingrandita Oratorio di San Giulio alla Fontana (apre in nuova finestra) Proprio perché meta di pellegrinaggi, il 12 giugno 1573 il luogo sacro fu visitato da San Carlo Borromeo e il Cotta ricorda che anche il vescovo novarese Odescalchi, divenuto papa col nome di Innocenza XI, aveva fatto visita all'oratorio più volte. Si narra di un prodigio avvenuto presso l'oratorio, in seguito al quale la venerazione per quel luogo crebbe: "Accade questo ... che mentre una vecchia lavava dei panni sporchi alla bocca della fontana, l'acqua ... si arresta e inaridisce. Divulgatesi il fatto, la popolazione implora con preghiere, per l'intercessione del santo e i canonici con sacra funzione: da allora fluisce una vena abbondante. Crebbe da quel momento, in tutti, una maggiore venerazione per quella cappella".
Tanto si diffuse la conoscenza del luogo miracoloso che "il santo abbate Benigno Medici, ritrovandosi in Val Tellina ed essendogli stata condotta di lontana parte una donna indemoniata, esortasse chi la conduceva a menarla a questo sepolcro, dicendo che innumerevoli sono gli energumeni che Dio ad intercessione di san Giulio scioglie da' diabolici vincoli".
Ancora oggi i devoti attingono dalla sacra fonte l'acqua che scaturisce viva e fresca dalla roccia viva. Un inventario del 22 aprile 1622 steso da Giulio Martinetti abitante a Opagliolo, tesoriere e fabbriciere dell'oratorio dedicato a San Giulio, alla presenza di Bernardo Galera e Giacomo di Giuseppe Bedani di Alpiolo in qualità di testimoni, comunica che "questo oratorio è fabricato sopra un fonte, d'onde sorge una quantità di buona acqua di continuo, chiamata la Fontana di San Giulio, sopra la strada publica, fatto in volta a forma rotonda, dove ha per fraditione bevesse, et passasse il Glorioso Giulio, quando venne all'Isola, che all'hora era luoco deserto, et d'hindi ha preso nome la fontana di San Giulio, che poi per divotione se li è fabricato questo oratorio, al quale sono coherenti la strada da tre parti, et dall'altra quelli di Jacometto dell'Isola".
immagine ingrandita Oratorio di San Giulio alla Fontana (apre in nuova finestra) La descrizione della chiesa così prosegue: "Questo oratorio è voltato con la facciata verso oriente, coperto a piode, con un vestibolo avanti, cinto d'una ferrata di bastoni 14 con sua chiave nel quale vi è un solo altare dedicato a San Giulio, con Pietra sacrata, dove si celebra con licenza de'superiori".
Vengono poi elencati gli oggetti appartenenti all'oratorio, fra cui una campanella del peso di due rubbi, posta sopra il tetto dell'oratorio. Il tesoriere gestiva un fondo piuttosto cospicuo derivante probabilmente dalle numerose offerte provenienti dai devoti che visitavano la chiesetta per impetrare grazie a San Giulio; il capitale suddiviso in due casse ammontava a 170 lire e a 125 scudi, con questi ultimi si celebrava ogni martedì una messa.
Un viottolo lastricato costruito nel 1702, come indica una data incisa sopra uno pietra, conduce da Opagliolo verso l'oratorio che venne costruito in ricordo e per devozione del santo patrono Giulio. Fu trasformato in chiesa in seguito alla visita compiuta da San Carlo Borromeo nel 1573.
Antistante alla chiesetta c'è un portichetto che in passato era affrescato, come tutto l'interno della chiesa, con figure di Santi. Il portico è rialzato da un gradino ed è aperto sul fronte e sul lato destro mediante due archi; viene delimitato da un muretto che funge da balaustra. Sotto al portico scaturisce la sorgente che fu ed è tuttora oggetto di tanta devozione, in quanto viene collegata all'azione taumaturgica di San Giulio.
immagine ingrandita Oratorio di San Giulio alla Fontana - Interno (apre in nuova finestra) Si accede alla chiesa attraverso due gradini e un ingresso oggi protetto da un'inferriata con cancello; internamente la chiesa si sviluppa in un'unica navata, al fondo della quale è posto l'altare sormontato da un affresco raffigurante la Madonna fra i Santi Giacomo e Giulio.
Dietro l'altare vi è uno spazio un tempo adibito a coro. Il portico, la navata centrale e il presbiterio sono coperti da un soffitto in mattoni disposto a volta a crociera; il tetto è costituito da travi e da piode di copertura. Nel 1972 la chiesa si trovava in uno stato di avanzato degrado e incuria. La chiesetta fu restaurata nel 1984 grazie all'intervento del parroco don Giacomo Bagnati che lanciò un accorato appello alla popolazione, la quale raccolse generosamente l'invito di recuperare e salvare quella chiesa, antica memoria della devozione dei nostri padri.



Stemma Provincia Novara Tratto da:
Percorsi, Storia e documenti artistici del novarese
Il territorio dei "Castelli Cusiani"
Pella, Pogno, San Maurizio d'Opaglio
volume 24

Clicca sull'anteprima per visualizzare le immagini ingrandite




Inizio Pagina Comune di SAN MAURIZIO D'OPAGLIO (NO) - Sito Ufficiale
Piazza I Maggio n. 4 - 28017 SAN MAURIZIO D'OPAGLIO (NO) - Italy
Tel. (+39)0322.967222 - Fax (+39)0322.967247
Codice Fiscale: 00344700034 - Partita IVA: 00344700034
EMail: municipio@comune.sanmauriziodopaglio.no.it
Posta Elettronica Certificata: protocollo@pec.comune.sanmauriziodopaglio.no.it
Web: http://www.comune.sanmauriziodopaglio.no.it


|